AMARCORDIN EVIDENZARUBRICHE

AMARCORD: Roma-Napoli

Match arrivato alla nona giornata chiusosi sullo 0-0 con prima battuta d’arresto per il Napoli spallettiano fino a quella partita sempre vittorioso. Sono mancate le reti, non certo le emozioni con i rispettivi allenatori, Mourinho e Spalletti, entrambi espulsi. Parte forte la Roma che si rende pericolosa con Pellegrini, Zaniolo prima dell’occasionissima di Abraham che lanciato a rete calcia a lato. Il Napoli non sta a guardare, botta di Insigne di poco alta poi la doppia opportunità prima con un palo di Osimhen poi con di Mario Rui che calcia alle stelle a porta vuota. Roma ancora pericolosa con Pellegrini e con un colpo di testa schiacciato da Mancini da ottima posizione, all’87° gol di testa annullato ad Osimhen per fuorigioco.

Nei chiaroscuri della gestione Gattuso il Napoli ha raggranellato sei punti contro la Roma segnando altrettante reti senza subirne alcuna; dopo il 4-0 dell’andata, prima partita dopo la scomparsa di Maradona, è passato anche all’Olimpico per 2-0 con doppietta di Mertens, autentico cecchino dei giallorossi. Marcature entrambe nel primo tempo, una punizione chirurgica e un comodo tocco a porta vuota (centesimo centro in campionato per il belga) dopo sette minuti dalla prima rete. Per i padroni di casa da registrare null’altro che un palo esterno colpito da Pellegrini.

Le due compagini non dividono la posta dalla stagione 2011-12. Il 3 novembre 2019 successo dei giallorossi per 2-1 ma per quello che si è visto le reti potevano essere ben di più: Kolarov si fa parare un rigore da Meret, Smalling salva sulla linea un colpo di testa di Di Lorenzo, nella medesima azione prima traversa di Milik e poi palo di Zielinski e nel finale traversa di Kluivert; marcatori: Zaniolo (gran botta da fuori) Veretout e Milik (tocco ravvicinato).

Storia ben diversa dalla 29°giornata, 21 marzo 2019, quando il Napoli fece baldoria all’Olimpico vincendo 4-1; Milik, pari di Perotti su rigore, Mertens, Verdi e Younes, vittoria che fu fondamentale per blindare il secondo posto. Azzurri vittoriosi anche nell’Ottobre 2017, 0-1, gol di Insigne al 20° di un primo tempo di dominio totale. Vittoria anche il 4 marzo 2017 e vendetta per la sconfitta interna dell’andata; due volte Mertens, gol della bandiera di Strootman.

Nel 2016 fu una sorta di spareggio; il 24 aprile, a quattro turni dalla fine, Roma e Napoli all’assalto del diretto accesso alla Champion’s League. La Roma vinse 1-0 con un tiro dalla distanza di Nainggolan all’89°. Il successo portò a -2 i giallorossi (la classifica avulsa avrebbe premiato la Roma in base allo 0-0 dell’allora San Paolo), distacco che non mutò avendo sia Napoli che Roma vinte tutte le rimanenti tre partite.

Il 4 aprile 2015 vide il successo dei capitolini per 1-0: Pjanic al 25° per una vittoria che in casa mancava dal 30 novembre 2014. Quella sconfitta escluse il Napoli, che pure ebbe le sue occasioni, dalla corsa al secondo posto.

Nel 2013 la sfida cadde all’ottava giornata con la Roma di Garcia reduce da dieci vittorie consecutive. Risultato 2-0, doppietta di Pjanic mentre nel 2012/13 si chiuse il torneo con il 2-1 per i giallorossi; tutte le reti nella ripresa: Marquinho, Destro e Cavani che così salutò Napoli ed il Napoli.

Il 28 aprile, 2012 pari e patta: 2-2. Occasioni da ambo le parti, padroni di casa avanti con Marquinho e raggiunti da Zuniga. Cavani riportò avanti gli azzurri prima del definitivo pari di Simplicio all’87°. Anche in questo caso il Napoli perse l’ultimo treno per la Champion’s League. Il Matador mise a segno la doppietta con cui gli azzurri sbancarono l’Olimpico il 13 febbraio 2011.

Scorrendo gli almanacchi, la vittoria partenopea del 26 ottobre 1987, successo che diede agli azzurri di Maradona le credenziali per lo scudetto. Nel Napoli esordì Romano, in attacco un Maradona in più. E proprio Diego al 2° minuto mise la palla in rete. Successo che mancava da dieci anni: maggio 1976 quando il Napoli targato Vinicio passò all’Olimpico con un rotondo 3-0 (Sperotto e doppietta di Savoldi). Nell’ottobre 1987 il Napoli rimasto in nove raggiunse stoicamente il pareggio con Francini (1-1).

Nell’88-89, il 31 dicembre, Voeller rovinò all’87° il Capodanno ai napoletani (1-0) e, 1989-90, 1-1 al Flaminio con le squadre a segno su rigore (Comi e Maradona). Finì 1-1 anche nel 1990-91, gol di Rizzardi e nel 1991-92 con pareggio di Zola.

Di nuovo vittoria il 12 settembre 1993 contro la Roma allenata da Mazzone;  Napoli due volte in vantaggio (Buso e Di Canio) e due volte raggiunto prima del definitivo 3-2 di Ferrara.

Quando si dice il caso: ottobre ’86 vittoria e scudetto, ottobre ’97 sconfitta e retrocessione. Fu un mortificante 6-2. Sul 5-0 Bellucci e Altomare su rigore resero meno umiliante la disfatta. Batosta che determinò l’esonero di Bortolo Mutti per Mazzone ma le cose non migliorarono. Un altro ottobre, un’altra sconfitta ed un altro esonero: 2009, al vantaggio di Lavezzi rispose Totti con una doppietta e De Laurentiis diede il benservito a Donadoni.

Poi il rocambolesco 4-4 della stagione 2007-08: diagonale di Lavezzi, poi Totti su rigore e Perrotta portarono la Roma in vantaggio all’intervallo. Primo della ripresa, destro al volo di Hamsik e di nuovo parità. Volemose bene? Manco per idea. Un tiro da fuori di De Rossi cui rispose Gargano poi una punizione di Pizarro sembrò dare il definitivo vantaggio alla Roma ma quattro minuti dopo Zalayeta schiacciò di testa una punizione di Hamsik per il definitivo 4-4.

Antonio Gagliardi

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