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Gli interventi di Simone Fornoni e Pasquale Salvione a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Simone Fornoni, giornalista ‘Ansa’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

In vista di Atalanta-Napoli, giocherà Boga?
“Credo proprio di sì. Ha già riassorbito la botta al ginocchio che lo aveva tenuto fermo a ridosso della sosta nazionali. Giocherà di fianco a Malinovskyi che è un giocatore a cui non si può rinunciare. Difficilmente ci sarà Muriel che non ha ancora i minuti nelle gambe. Meglio non parlare di turnover, parola non gradita a Gasperini. Però, diciamo che il tecnico deve anche saper gestire le energie per l’impegno di Europa League contro il Lipsia”.
Grande calo dell’Atalanta quest’anno. Si è forse chiuso un ciclo? In estate sarà rifondazione?
“Si è forse chiuso il ciclo Champions League, a meno che non vinca l’Europa League. Non so se si possa parlare di ciclo chiuso. Sicuramente, in sede di mercato, Gasperini è rimasto col cerino in mano perché si è dovuto reinventare la squadra davanti all’assenza di giocatori determinanti come Zapata. A gennaio è anche partito Gosens. Non parlerei di rifondazione, l’unico giovane di buone speranze, in questo momento, è Cissé che, pochi mesi prima, giocava in un campo profughi. Non credo che Gasperini punterà su di lui facendo una pazzia, specie se dovesse recuperare Zapata per il finale di stagione. Vediamo cosa accadrà in estate, ma l’Atalanta dovrà cercare giocatori pronti che, in questo momento, non ci sono nel settore giovanile”.
Tra Pasalic, Koopmeiners e Pessina, chi giocherà sulla trequarti? Che sfida ti aspetti?
“Gasperini schiererebbe Koopmeiners anche in porta, quindi lui ci sarà sicuramente. L’olandese ha giocato giusto 135 minuti nelle due partite con la Nazionale, giocherà con Freuler e De Roon, alle spalle di Boga e Malinovskyi. La chiave sarà la difesa del Napoli anche se difficilmente gli azzurri, vista la volata scudetto, verranno a Bergamo a fare una partita chiusa. Mi aspetto una sfida aperta dove, però, vedo una vittoria di ‘cortomuso di una delle due squadre’”.
Quanto credono ancora nella Champions League a Bergamo?
“La Champions, per l’Atalanta, è raggiungibile solo vincendo l’Europa League. In questo momento c’è forse un 5% di possibilità di arrivarci attraverso il campionato. Forse l’unica possibilità è che crolli l’Inter in campionato, visto anche il record negativo di Simone Inzaghi. Domani sono convinto che vincerà la Juventus contro i nerazzurri. Juventus non irresistibile? Sì, i bianconeri non giocano un calcio spettacolare ma, in un modo o nell’altro, si portano a casa le partite. Basti pensare anche come hanno evitato la sconfitta qui a Bergamo”.
Si sentono fortunati a Bergamo per non dover affrontare Osimhen al ritorno, dopo averlo ‘evitato’ anche all’andata?
“Molto fortunati. Ricordiamo la prestazione di Osimhen in quel sontuoso 4-1 del Napoli. E’ un ragazzo forte quanto sfortunato: è incappato in guai fisici incredibili, tra spalla, Covid, le fratture al volto dopo lo scontro con Skriniar. Lo ritengo, insieme ad Abraham, il centravanti più forte del nostro campionato. Vlahovic? E’ più un finalizzatore, non vedo tutto il lavoro per la squadra che fa invece il nigeriano”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, giornalista de ‘Il Corriere dello Sport’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulle forti dichiarazioni di Sarri circa la differenza tra Serie A e campionati esteri
“Io credo che ognuno abbia le proprie idee e i propri gusti di calcio. Per ritmi di gioco, sicuramente, l’Italia non è uno dei campionati più intensi. Una partita di Premier, così di Bundesliga, ha ritmi molto più alti. Il nostro campionato, dal punto di vista tattico, offre molte più indicazioni rispetto ai campionati esteri dove si guarda più all’intensità. Sarri ha già fatto questo tipo di analisi, ricordiamo i dibattiti a distanza con Allegri nella sfida scudetto tra Juventus e Napoli. Poi, io credo che si possano avere opinioni contrastanti. Sarri ha allenato anche il Chelsea quindi, sicuramente, avrà i suoi parametri per commentare”.
Che partita dovrà fare il Napoli contro l’Atalanta?
“Non dovrà fare niente altro che una partita perfetta. Arriva con assenze pesanti, e non parlo tanto di Osimhen, quanto di Di Lorenzo e Rrahmani che sono diventati due pilastri di Spalletti. Sarà fondamentale approcciare bene la partita e non concedere un tempo come accaduto con l’Udinese. L’Atalanta non ti perdona. Mertens, che guiderà l’attacco del Napoli, ha ottimi precedenti con l’Atalanta. Dovrà riuscire a far male contro una difesa molto fisica, molto atletica. Gli azzurri dovranno metterla sul piano della qualità se no diventa dura”.
Juan Jesus può dare garanzie
“Juan Jesus ha stupito tutti per la continuità delle sue prestazioni. Nessuno si aspettava quel rendimento quando Spalletti lo ha scelto e ha fatto puntare il club su di lui. Il problema non è Juan Jesus centrale, ma la mancanza di due uomini tra i più presenti della linea difensiva. Il fatto che manchino entrambi può creare dei disagi poi, per carità, Spalletti si fida sia di Juan Jesus che di Zanoli che domani giocherà la prima da titolare. Merita questa chance, contro un avversario delicato. Chissà magari può conquistarsi la fiducia anche dei tifosi. Si parla spesso di ‘soluzioni esterne’, invece è giusto che il Napoli punti su un proprio giovane, visto anche il momento del calcio italiano”.
La tua favorita per lo scudetto
“Al momento è difficile non dire Milan, per il calendario, per i punti di vantaggio. Poi chiaramente, il Milan ha in mano il proprio destino e, qualora sbagliasse, subito dietro c’è il Napoli. L’Inter ha una partita molto difficile con la Juventus; se vince, però, può dare una svolta al campionato. Se vince la Juve? Non potrebbe sicuramente essere esclusa, ha un calendario agevole e può essere lì pronta ad approfittarne. Ripeto, però, il Milan ha in mano la situazione e solo sbagliando può riaccendere le speranze di chi sta dietro”.
Kvaratskhelia e Olivera, due affari praticamente chiusi dal Napoli
“Il Napoli ha in pugno questi giocatori. Ma, sia chiaro, finché non ci sono le ufficialità nulla è certo. Ricordiamo Politano a Roma con la sciarpa del giallorossi e poi non ci è andato. Sicuramente, parliamo di operazioni di mercato ben delineate che il Napoli può chiudere agevolmente”.

 

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