INZAGHI E QUELL’IDEA DEL 4-2-3-1 – L’avversario non è di quelli probanti, ovvio: si è trattata solo di una partita da due tempi di mezzora ciascuno, giusto per non perdere l’abitudine con i ritmi di gara. E poi nel centro sportivo di Formello sono rimasti solo “pochi intimi”, visto che la maggior parte della rosa è sparsa in giro per il mondo con le varie nazionali. Così, Inzaghi, ha tentato di sfruttare al massimo il potenziale a sua disposizione e si è schierato con un inusuale 4-2-3-1: il giovane Borrelli in porta, terzini Basta e Patric, coppia centrale formata dai Primavera Dovidio e Petro (Bastos e Radu hanno proseguito il lavoro differenziato); a centrocampo Murgia e Leitner, sulla trequarti Lombardi, Luis Alberto e Felipe Anderson, con Djordjevic unica punta.
IDEALE PER SFRUTTARE LUIS ALBERTO – Insomma, come si può notare dai nomi, Inzaghi non è che avesse così tante alternative a livello di modulo. Il 4-2-3-1 è stata quindi una necessità. Che però potrebbe trasformarsi in opportunità, qualora l’allenatore intravedesse in questo sistema di gioco gli spiragli per far rendere al meglio la sua rosa, a partire dall’ultimo arrivato, il trequartista Luis Alberto (autore di una doppietta in questo suo primo test), ma anche quel Milinkovic, arrivato lo scorso anno per circa 5 milioni, che nel ruolo di mezzala ancora non riesce a rendere al massimo delle sue potenzialità. Rispetto all’anno scorso, infatti, la Lazio ha meno ali di ruolo e più seconde punte/trequartisti. Certo, il sistema preferito di Inzaghi resta il 4-3-3: ma a volte la necessità può trasformarsi in virtù.
calcio
- Protagonisti:
- Simone Inzaghi
Fonte: Repubblica